lunedì, 13 settembre 2004 - 18:02
Il 29 agosto 2004,
nel corso dei Giochi Olimpici di Atene, gli atleti di tutto il mondo sono stati impegnati sullo stesso percorso di una delle corse più celebri della storia.
Nel frattempo, un team di astronomi della Texas State University getta
nuova luce sull'origine della sua leggenda.
In un articolo pubblicato sul numero di settembre 2004
della rivista "Sky and Telescope", il fisico Donald W. Olson e colleghi
presentano alcune prove astronomiche secondo le quali la data comunemente
accettata per la celebre battaglia di Maratona e la successiva corsa sarebbe
errata. La leggenda nacque nel 490 a.C., quando un corridore solitario percorse
quasi 42 chilometri dal campo di battaglia ad Atene per portare ai Greci la
notizia della vittoria sui Persiani e avvisare la città dell'arrivo della
flotta nemica dal mare. Terminata la sua missione, il corridore crollò e morì
di fatica.
Questa morte melodrammatica ha sempre reso perplessi gli storici: perché un
corridore esperto dovrebbe collassare quando migliaia di atleti dilettanti
completano con successo le maratone in tutto il mondo? La risposta, secondo
Olson e colleghi, risiede nelle fasi lunari.
Lo storico greco Erodoto fornisce descrizioni precise delle fasi della Luna al
tempo della battaglia di Maratona. Quando gli ateniesi appresero dell'arrivo
dell'esercito persiano nella pianura di Maratona, inviarono un messaggero a
Sparta per chiedere aiuto. Ma a causa di una festa religiosa, gli spartani non
poterono inviare le loro truppe prima della successiva luna piena, sei giorni
dopo. Nel diciannovesimo secolo, il tedesco August Böckh eseguì un calcolo
astronomico per determinare la data della battaglia, basandosi sul calendario
ateniese. Secondo Olson, invece, avrebbe dovuto usare il calendario spartano,
che non era identico.
Secondo i nuovi calcoli dei ricercatori texani, la battaglia sarebbe avvenuta
in realtà il 12 agosto del 490 a.C. e non il 12 settembre come ipotizzato da
Böckh. E se ad Atene la temperatura massima durante il mese di settembre non
supera i 30° C, ad agosto può raggiungere anche i 40 °C, cosa che può spiegare
la morte del corridore: simili condizioni possono provocare disidratazione e
attacchi cardiaci anche in un atleta allenato.
(Da "Le
scienze")
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