giovedì 9 febbraio 2012

Il mistero di Maratona


lunedì, 13 settembre 2004 - 18:02 

Il 29 agosto 2004, nel corso dei Giochi Olimpici di Atene, gli atleti di tutto il mondo sono stati impegnati sullo stesso percorso di una delle corse più celebri della storia. Nel frattempo, un team di astronomi della Texas State University getta nuova luce sull'origine della sua leggenda.
In un articolo pubblicato sul numero di settembre 2004 della rivista "Sky and Telescope", il fisico Donald W. Olson e colleghi presentano alcune prove astronomiche secondo le quali la data comunemente accettata per la celebre battaglia di Maratona e la successiva corsa sarebbe errata. La leggenda nacque nel 490 a.C., quando un corridore solitario percorse quasi 42 chilometri dal campo di battaglia ad Atene per portare ai Greci la notizia della vittoria sui Persiani e avvisare la città dell'arrivo della flotta nemica dal mare. Terminata la sua missione, il corridore crollò e morì di fatica.
Questa morte melodrammatica ha sempre reso perplessi gli storici: perché un corridore esperto dovrebbe collassare quando migliaia di atleti dilettanti completano con successo le maratone in tutto il mondo? La risposta, secondo Olson e colleghi, risiede nelle fasi lunari.
Lo storico greco Erodoto fornisce descrizioni precise delle fasi della Luna al tempo della battaglia di Maratona. Quando gli ateniesi appresero dell'arrivo dell'esercito persiano nella pianura di Maratona, inviarono un messaggero a Sparta per chiedere aiuto. Ma a causa di una festa religiosa, gli spartani non poterono inviare le loro truppe prima della successiva luna piena, sei giorni dopo. Nel diciannovesimo secolo, il tedesco August Böckh eseguì un calcolo astronomico per determinare la data della battaglia, basandosi sul calendario ateniese. Secondo Olson, invece, avrebbe dovuto usare il calendario spartano, che non era identico.
Secondo i nuovi calcoli dei ricercatori texani, la battaglia sarebbe avvenuta in realtà il 12 agosto del 490 a.C. e non il 12 settembre come ipotizzato da Böckh. E se ad Atene la temperatura massima durante il mese di settembre non supera i 30° C, ad agosto può raggiungere anche i 40 °C, cosa che può spiegare la morte del corridore: simili condizioni possono provocare disidratazione e attacchi cardiaci anche in un atleta allenato.


(Da "Le scienze")

Nessun commento:

Posta un commento